{"id":342,"date":"2013-10-23T07:58:10","date_gmt":"2013-10-23T05:58:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=342"},"modified":"2014-01-05T11:25:29","modified_gmt":"2014-01-05T10:25:29","slug":"la-malattia-dellanima-giovanile-ricercando-dei-segni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=342","title":{"rendered":"La malattia dell\u2019anima giovanile. Ricercando dei segni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">R. Chimenton, A.R.Guaitoli<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b>La malattia<\/b><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026 A rendere complesso il tentativo di definire <i>\u201c<b>cos\u2019\u00e8 un borderline<\/b>\u201d<\/i> non \u00e8 dunque, soltanto, la mancanza di un sostanziale accordo tra i clinici, ma la natura stessa del disturbo, con le sue caratteristiche fluttuazioni, i suoi repentini cambiamenti di umore, i frequenti e ripetuti passaggi all\u2019atto, la sua difficile gestibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In un certo senso, la stessa possibilit\u00e0 di definire il disturbo \u00e8 \u201c<i>borderline<\/i>\u201d, e da sempre studiosi di differente orientamento teorico si sono interrogati sulla possibilit\u00e0 di trovare una sua collocazione all\u2019interno del panorama nosografico classico costituito dalle due grandi categorie psichiatriche di nevrosi e psicosi. Accostato variabilmente alla schizofrenia, ai disturbi dell\u2019umore, ai casi pi\u00f9 complessi di nevrosi, il disturbo borderline condivide, di fatto, importanti aspetti di tali patologie, pur non essendo a esse riconducibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A ben guardare, sembrano le tessere di un mosaico che compongono il ritratto di molti adolescenti \u201cdifficili\u201d, capaci di gettar fuori da s\u00e9 quote impressionanti di emozionalit\u00e0 pura, di indossare, senza soluzione di continuit\u00e0, i panni della vittima e del carnefice in un dialogo feroce e inarticolato con se stessi e con il mondo, privi di un adeguato terreno simbolico dove agire le proprie rappresentazioni nel complesso e difficile percorso di costruzione del S\u00e9. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 evidente che di fronte alla complessit\u00e0 del BPD, qualunque ipotesi patogenetica che non voglia apparire ingenua e riduzionistica necessita della messa a punto di un <i>modello multidimensionale<\/i> di valutazione teso a cogliere l\u2019impatto dei diversi fattori di rischio (neurobiologici, temperamentali, psicosociali) sottesi all\u2019insorgenza della patologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 l\u2019esame dei <i>fattori socio-culturali<\/i> a rappresentare il capitolo forse pi\u00f9 complesso e significativo relativo allo sviluppo del disturbo borderline. Il BPD si colloca all\u2019interno [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019unica certezza \u00e8 forse quella posta da un numero sempre crescente di clinici, riassumibile nelle parole di Giovanni Liotti relative al BPD: \u201c<i>una \u201cnuova? certamente in espansione malattia dell\u2019anima giovanile\u201d.<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\"><i>Romano Chimenton<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\" align=\"left\"><b>La grafologia<\/b><i>\u00a0<\/i><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sicurezze ormai la grafologia ne ha acquisite. La sperimentazione, allora, dovrebbe servire non pi\u00f9 a cercare validazioni-giustificazioni nei confronti di altre scienze ma a testare le possibilit\u00e0 dell\u2019analisi grafica in diversi ambiti e cercare di capire quale contributo la nostra disciplina possa offrire agli specialisti di quei settori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con tale spirito, sintetizzabile in \u201cumilt\u00e0 di servizio\u201d, ho partecipato alla parte sperimentale di una tesi della facolt\u00e0 di Psicologia (Dipartimento di Medicina Legale, Cattedra di Medicina Sociale, La Sapienza di Roma) che voleva fare il punto su questa che ormai \u00e8 la malattia giovanile per eccellenza. E voleva pensare, soprattutto, alle possibilit\u00e0 di una qualche <b>prevenzione.<\/b> [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le scritture che mi sono state sottoposte erano di pazienti con diagnosi di BPD acclamata. Il numero complessivo (24, poi analizzate per completezza di informazioni 14) \u00e8 sicuramente troppo limitato per dare sicurezza dei risultati. Diventa per\u00f2 interessante evidenziare come nel processo dell\u2019indagine si venivano quasi \u201cspontaneamente\u201d a determinare tre gruppi di scritture raccolti per dominante grafica, con corollario di alcuni sottogruppi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I limiti dell\u2019articolo mi permettono di presentare solo una delle caratteristiche grafiche apparse prevalenti in questa ricerca controllata, con brevi esempi di supporto. Una forzatura, certo, a livello grafologico del cui pericolo bisogna essere ben consapevoli. Ma che, forse, \u00e8 un bene perch\u00e9 permette di focalizzare una traccia che potrebbe rivelarsi davvero significativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Avremmo potuto noi definire queste scritture come \u201cpatologiche\u201d?<\/i> <i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non credo questa sia la domanda giusta. N\u00e9 per i rapporti con le altre scienze con cui si pu\u00f2 instaurare un dialogo serrato, reciprocamente arricchente, solo se i confini dello spazio lavorativo non siano oltrepassati; n\u00e9 nei confronti della nostra disciplina che non pu\u00f2 rischiare credibilit\u00e0 con azzardate analisi sulla base di semplicistici schemini, accozzaglia di elementi, superficiali sicurezze.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le domande nostre, allora: questa eccessivit\u00e0 \u00e8 contraddetta da altre forze? C\u2019\u00e8, per esempio, un ritmo di movimento che permetta di pensare ad una integrazione possibile con l\u2019altro? C\u2019\u00e8 un tratto che indica la flessibilit\u00e0 e l\u2019energia sufficiente per entrare in qualche modo in contatto con il mondo e sopportare le frustrazioni? Ci sono compensazioni formali che evidenziano il complesso gioco di forze nel controllo dell\u2019ambivalenza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco la seconda speranza che si interseca con la prima: che la grafologia possa diventare sostegno agli interventi di cura; o, addirittura, possa facilitare uno screening di massa per un aiuto precoce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questa possibilit\u00e0 dobbiamo scommettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\" align=\"right\"><i>Anna Rita Guaitoli<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"right\"><i>\u00a0<\/i><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli &#8211; Dall&#8217;a<\/b>rticolo in \u201cIl Giardino di Adone, n. 12<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>R. 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