{"id":345,"date":"2013-10-23T08:02:30","date_gmt":"2013-10-23T06:02:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=345"},"modified":"2014-01-05T11:25:57","modified_gmt":"2014-01-05T10:25:57","slug":"la-grafologia-come-supporto-di-prevenzione-nei-disturbi-di-borderline","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=345","title":{"rendered":"La grafologia come supporto di prevenzione nei disturbi di borderline"},"content":{"rendered":"<h5 style=\"text-align: justify;\"><b>Cos\u00ec \u00e8<\/b><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il 50% dei disturbi mentali ha origine nell\u2019adolescenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione europea per la salute (con uno studio cui ha partecipato anche l\u2019Italia: <i>European Study on the Epidemiology of Mental Disorders, <\/i>2008) ha preso atto delle sfide aperte nel campo della salute mentale evidenziando, da una parte, la crescita esponenziale delle stesse, dall\u2019altra sottolineando come priorit\u00e0 la prevenzione, da attivare in particolare nel mondo della scuola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora uno studio USA (Dipartimento di Psicologia della California, Los Angeles, 2008)\u00a0 che ha seguito 291 persone con sintomi a rischio per 2 anni e mezzo, ha confermato l\u2019importanza di una prevenzione per evitare lo sviluppo di un disturbo pi\u00f9 grave, o almeno il passaggio alla cronicit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il pericolo c\u2019\u00e8: ed \u00e8 quello di dare etichette a comportamenti che possono essere transitori e possono rientrare nelle \u201cturbolenze\u201d dell\u2019adolescenza: nel momento, cio\u00e8, in cui tutto viene rimesso in discussione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo rischio si fa tanto pi\u00f9 evidente per quella malattia che per sua stessa definizione si trova sulla <i>linea di confine<\/i> e che sta diventando la malattia capace di segnare la nuova emergenza sociale. Il disturbo di <b>borderline,<\/b> appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A sottolineare quanta <i>cautela<\/i> occorra nell\u2019utilizzare un modello categoriale, sono proprio i curatori del DSM IV. Spiegano, infatti, che i criteri specifici (nove quelli dati, cinque almeno quelli da soddisfare per una diagnosi di BPD) debbono essere intesi come semplici schemi orientativi: con una loro utilit\u00e0 pratica, certo, (anche per far proseguire la ricerca e la didattica) ma deboli per un sicuro inquadramento nosografico di questo fenomeno la cui complessit\u00e0 del quadro clinico \u00e8 tale da rendere obbligatorio il concetto di <i>comorbidit\u00e0<\/i> [\u2026]<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">La ricerca<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">La ricerca, impostata sulla analisi degli elementi grafologici di base (spazio, movimento, forma, tratto: esaminati secondo le indicazioni della scuola francese cui debbo la mia formazione) ha visto emergere sin dalla prima tappa una forte convergenza intorno a tre modalit\u00e0 dell\u2019uso dello spazio (nella sua occupazione e nel suo ritmo distributivo).\u00a0 [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno di questi raggruppamenti venuti ad imporsi in un modo che vorrei definire \u201cspontaneo\u201d, sono stati analizzati gli altri elementi grafici che, nel loro insieme, hanno prodotto sindromi (talvolta definendo dei sottogruppi) tali da suscitare una attenzione \u201cqualificata\u201d. [\u2026]<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><\/h5>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Convergenze teoriche e approfondimenti<\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho concluso la presentazione di ognuno dei tre gruppi con il riscontro possibile tra gli elementi grafologici rilevati e gli elementi emersi dalla pratica clinica e dalle riflessioni delle scuole psicologiche di diverso orientamento teorico e terapeutico (in particolare, come si \u00e8 visto, tra i diversi quadri grafologici e quelle \u201cconvinzioni di base\u201d facenti parte del sistema cognitivo tracciato da Beck). Sono \u201cincontri\u201d che quando avvengono in modo spontaneo, senza forzature per schemi precostituiti, <i>non possono essere casualit\u00e0<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evidentemente queste rispondenze permettono non solo il rafforzamento reciproco ma soprattutto, aprendo la strada ad un dialogo fecondo, fanno intravedere la possibilit\u00e0 di una analisi integrata di maggiore spessore. In particolare ho messo in rilievo nei corsivi finali seguiti dal punto interrogativo alcune \u201cpiste\u201d che sembrano aprirsi per nuove indagini che abbiano come fine un perfezionamento delle strategie preventive e terapeutiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E ci avviciniamo cos\u00ec al concetto di \u201ctrasversalit\u00e0 integrativa delle varie scuole\u201d proposto da Lingiardi (Lingiardi, 2001).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fermandomi brevemente all\u2019interno dello specifico grafologico, vorrei evidenziare un\u2019altra possibile integrazione che tenga conto, intanto, dei <b>temperamenti morettiani<\/b>: [\u2026]<\/p>\n<h5 style=\"text-align: justify;\">Il senso che si verificher\u00e0 nel tempo<i><\/i><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\">All\u2019interno di questa ricerca, seppure ancora limitata nei numeri, sono stati osservati dei fatti (che equivale alla raccolta dei sintomi), sono state proposte delle ipotesi (possibili diagnosi): la loro conferma, o confutazione, avverr\u00e0 attraverso altri esami, altre ricerche che possano avere anche pi\u00f9 solido materiale (numero maggiore di scritti, migliore protocollo di somministrazione). La rilevazione degli elementi considerati, aggregati in sindromi, ha per\u00f2 raggiunto un grado di <i>verit\u00e0 possibile<\/i> che pu\u00f2 comportare <i>verit\u00e0 generali probabili<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La riflessione finale sulle eccessivit\u00e0 grafiche riscontrate, corrisponde in massima parte alla riflessone contemporanea che, pur senza rifiutare del tutto l\u2019ottica categoriale (propria del DSM IV), va privilegiando una <i>visione dimensionale<\/i> [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come grafologi, pur restando fuori dallo specifico della diagnosi e della prospettiva della malattia, ci prendiamo il diritto di entrare nel sistema scrittura e di sottolineare le <i>potenzialit\u00e0 di un nostro intervento<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Personalmente, sulla base di una formazione pedagogica, non ho mai voluto dimenticare che nell\u2019analisi della grafia deve essere presente il rispetto, oltre che della unicit\u00e0 della persona, della crescita e del cambiamento possibile: sempre. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019equilibrio disturbato nell\u2019importante fase di strutturazione quale \u00e8 l\u2019<b>adolescenza<\/b>, pu\u00f2 essere segnale di tutto: ed \u00e8 proprio in questi contesti necessariamente non definiti che la grafologia pu\u00f2 intervenire con i suoi strumenti ermeneutici flessibili. Tali, appunto, da permettere una <i>indagine continua<\/i> per verificare nel tempo il senso di questi disturbi ma anche per accertare la possibile evoluzione degli stessi entrando, cos\u00ec, in una dimensione che vorrei definire <i>collaborativa<\/i> .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Soprattutto, l\u2019analisi grafologica, si offre quale importante strumento per una <b>prevenzione secondaria<\/b> da intendersi secondo il concetto elaborato dalla Medicina sociale: la individuazione precoce di una malattia attraverso una lettura di segni anche minimi, prima ancora che il soggetto o l\u2019ambiente familiare scolastico ne abbiano avuto consapevolezza. Sono diverse ormai le ricerche che individuano una \u201cfase-rischio\u201d nei due-tre anni, ma anche cinque anni, che precedono l\u2019esordio di crolli psicotici. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli &#8211; Dalla r<\/b>elazione al IV Congresso Internazionale di grafologia \u201c<i>I giovani e la grafologia. Le ragioni di un incontro<\/i>\u201d (Firenze, 6-8 Marzo 2009)<\/b><b><\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cos\u00ec \u00e8 Il 50% dei disturbi mentali ha origine nell\u2019adolescenza. 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