{"id":560,"date":"2013-12-11T08:00:02","date_gmt":"2013-12-11T07:00:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=560"},"modified":"2014-01-05T11:33:32","modified_gmt":"2014-01-05T10:33:32","slug":"dannunzio-e-i-suoi-giovani-eroi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=560","title":{"rendered":"D\u2019Annunzio e i &#8216;suoi&#8217; giovani eroi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><b><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: normal;\">E\u2019 stata sicuramente una delle figure pi\u00f9 analizzate, in quanto poeta, drammaturgo, modello di vita, eroe, innovatore di linguaggio, esasperazione del proprio personaggio: tutto questo \u00e8 D\u2019annunzio. E i grafologi non si sono tirati indietro, sottoponendo una grafia cos\u00ec \u2018scultorea\u2019 a innumerevoli analisi.<\/span><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non \u00e8 tanto l\u2019anniversario (150 anni della nascita) che mi sollecita ancora l\u2019incontro, quanto lo stimolo ricevuto dalla ricerca ricca e documentata di Carlo Piola Caselli (<b><i>Gabriele D\u2019Annunzio e gli eroi di San Pelagio,<\/i><\/b> edizioni Adamoli, 2013). E\u2019 un lavoro prezioso per recuperare sfaccettature diverse di D\u2019Annunzio: nella dimensione corale, il Vate appare disponibile a mettersi in gioco, dimenticando et\u00e0<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> e fama: si dichiara \u201cpari tra pari\u201d, e se si organizzano turni di guardia \u201cne vuol fare uno\u201d; accoglie i nuovi con \u201cuna mano sulla spalla\u201d, rinfocola entusiasmi camerateschi tenendo \u201ccerchio con la sua vena di sana allegria\u201d. E i suoi scherzano di lui, raccontando le sue superstizioni, ne fanno ritratti umoristici che evidenziavano come \u201cinfagottato nella grigia combinazione di volo, [\u2026] sembrava pi\u00f9 un cacciatore d&#8217;orsi delle regioni artiche, che un aviatore\u201d.\u00a0 La foto (fig. 1) che segue ne darebbe ragione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 anche un D\u2019Annunzio che sa rispettare le regole, pur continuando a combattere con fermezza (e pazienza: \u201cvinceremo con la silenziosa perseveranza\u201d) per ci\u00f2 in cui credeva. Soprattutto, credeva nelle potenzialit\u00e0 della neonata aereonautica militare e, attraverso questa, nella possibilit\u00e0 di azioni non esclusivamente belliche. Come quella che si chiamer\u00e0 il \u201cVolo su Vienna\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Subito, allora, vi voglio portare nel castello di San Pelagio, vicino Padova. C\u2019\u00e8, oggi, un giardino, con 200 variet\u00e0 di rose, e un \u201cViale degli Eroi\u201d con piante quali l\u2019alloro &#8211; ovviamente dedicato al poeta. C\u2019\u00e8 poi, un Museo dell\u2019aria, che ripercorre l\u2019intera storia del volo umano. Ma, allora, c\u2019era la sede della Squadra di aerei<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> detta &#8220;La Serenissima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo nel 1918, tempo per molti dei nostri lettori certo nebuloso. E\u2019 la guerra del 1918, quella tragedia immane vissuta nel fango e nelle trincee. Ricordare alcuni di questi giovani piloti, grazie alle scritture con cui ho avuto la possibilit\u00e0 di entrare in contatto<a title=\"\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>, mi sembra essere una opportuna operazione di memoria che vuole, s\u00ec, ricordare ancora D\u2019Annunzio, ma vuole essere, soprattutto, rispettoso omaggio verso quei giovani che erano pronti ad offrire la loro vita per degli ideali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli &#8211; Dall&#8217;a<\/b>rticolo pubblicato nella rivista \u201c<i>Il Giardino di Adone<\/i>\u201d n. 23<\/b><\/p>\n<div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Dir\u00e0 poi: \u201cLa sorte mi aveva fatto principe della giovent\u00f9 alla fine della vita\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Lo SVA fu tra i primi aerei di concezione e costruzione interamente italiana. L\u2019acronimo deriva dalle iniziali dei cognomi Savoia, Verduzio (gli ingegneri che lo progettarono) e Ansaldo, la ditta che lo costru\u00ec in circa duemila esemplari a partire dal 1917.<\/p>\n<p>Mi piace ricordare l\u2019apporto del figlio ingegnere di D\u2019Annunzio, Veniero, che prestava servizio militare presso l\u2019ufficio tecnico della Caproni e informava il padre sui progressi tecnici. Il 3 giugno del 1917 gli aveva scritto: \u201c\u2026 abbiamo finalmente un prodigioso apparecchio di caccia\u2026\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Il mio pi\u00f9 grande ringraziamento al conte Carlo Piola Caselli che mi ha permesso di consultare le relazioni conservate dall&#8217;Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell&#8217;Aeronautica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 stata sicuramente una delle figure pi\u00f9 analizzate, in quanto poeta, drammaturgo, modello di vita, eroe, innovatore di linguaggio, esasperazione del proprio personaggio: tutto questo \u00e8 D\u2019annunzio. E i grafologi non si sono tirati indietro, sottoponendo una grafia cos\u00ec \u2018scultorea\u2019 a innumerevoli analisi. 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