{"id":587,"date":"2013-12-15T08:25:15","date_gmt":"2013-12-15T07:25:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=587"},"modified":"2014-01-05T11:34:01","modified_gmt":"2014-01-05T10:34:01","slug":"facciamo-i-conti-con-i-padri-i-nostri-moretti-e-crepieux-jamin","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=587","title":{"rendered":"Facciamo i conti con i padri (i nostri: Moretti e Cr\u00e9pieux-Jamin)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">I processi di crescita, siano essi esistenziali o culturali, obbligano a sempre nuove definizioni dei rapporti con i \u201cpadri\u201d. Figure prime, queste, essenziali nella fase di identificazione, figure da \u201cassassinare\u201d nel momento della costruzione dell\u2019identit\u00e0, modelli da acquisire nella problematizzazione dell\u2019adultit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uscendo subito dalla metafora, \u00e8 indubbio che nella storia ancora recente della scienza grafologica e, in particolare della disciplina grafologica in Italia, ci siano state delle posizioni di adesione quasi dogmatica o alla figura di Moretti quale padre della grafologia italiana, e della grafologia tout-court; o a Cr\u00e9pieux-Jamin quale caposcuola della grafologia francese, e della grafologia tout-court.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Seguendo lo schema mentale appena sopra esposto, possiamo considerare essere stata questa una fase di \u201cidentificazione\u201d necessaria per una affermazione all\u2019interno di una realt\u00e0 culturale decisamente poco aperta agli apporti della grafologia. Assolutizzare il metodo dell\u2019uno o dell\u2019altro voleva dire intanto rafforzare i propri confini, e cos\u00ec assicurarsi della propria presenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Poi la grafologia \u00e8 cresciuta: in Francia ha da tempo ottenuto riconoscimenti pubblici dopo essersi conquistata sul campo (soprattutto nella selezione) meriti e nemici; in Italia \u00e8 entrata &#8211; seppure per poco &#8211; nelle Universit\u00e0 e ora \u00e8 riconosciuta ufficialmente come professione. Anni di dibattiti, opportunamente ancora aperti, sul piano epistemologico, hanno permesso di definire il campo specifico di ricerca e i metodi peculiari di questa scienza umana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] Ora che ci si pu\u00f2 scoprire autonomi e liberi da complessi sar\u00e0 davvero necessario fare definitivamente i \u201dconti con i padri\u201d. Mai, invece, si negheranno le differenze delle semeiotiche, sia perch\u00e9 vorrebbe dire lasciare che tutto rimanga come \u00e8, vanificando lo sforzo del comprendere; sia perch\u00e9 si impedirebbe l\u2019arricchimento reciproco che solo la consapevolezza delle diversit\u00e0 pu\u00f2 apportare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0[\u2026] Come primo passo, sar\u00e0 da <b>ri-storicizzare<\/b> teorie e maestri,\u00a0 rileggendo con attenzione, critica, i loro testi (tutti)<a title=\"\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Ci si potr\u00e0 cos\u00ec informare su come alcuni concetti jaminiani di classificazione, irrigiditi dallo psicologismo venato dal positivismo di fine ottocento-inizio novecento, siano stati superati dalle ricerche e dalla cultura nuova [\u2026].\u00a0Altrettanto \u00e8 stato per certi riferimenti di Moretti alla scienza fisiologica e psicologica del suo tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Invece, di Moretti, risulta ipotesi ancora, e quanto, stimolante quel ricondurre il gesto grafico, nel suo farsi, alle realt\u00e0 della mente che sono biologiche ma, come oggi si sa, anche legate alle emozioni e alla complessit\u00e0 dei rapporti interpersonali e ambientali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026] La schematizzazione (molto cartesiana) delle specie viene sottoposta a continue verifiche dallo stesso Cr\u00e9pieux-Jamin che, anzi, sentendo il peso del numero eccessivo, tracciava un percorso di studio: \u201c<i>Il lavoro di domani \u00e8 di dividere le specie in qualitative e secondarie\u201d<\/i> (Carattere, p.59).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rimane ancora oggi di indiscutibile importanza la sua sistematizzazione generale in categorie che se, utilizzate in maniera flessibile, possono risultare vantaggiose anche nel dare una organicit\u00e0 agli apporti geniali, ma spesso poco organizzati, di Moretti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rilassare la mente, e l\u2019animo, consiglio sempre un primo approccio che direi \u201cleggero\u201d, capace di farci entrare nei testi stessi con la curiosit\u00e0 non ancora appesantita dalle riflessioni critiche. Auspico, in questo caso, che una veloce spigolatura nelle opere dei nostri \u201cpadri\u201d riservi delle sorprese capaci di smussare elementi di polemica pur offrendo spunti per approfondire, insieme, problematiche sempre attuali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto: <b>cosa \u00e8 la grafologia<\/b>. \u201c<i>E\u2019 una scienza sperimentale<\/i>\u201d, asserisce Moretti (Trattato, p.3). \u201c<i>Una scienza di osservazione\u201d <\/i>che<i> riposa su basi certe &#8230; ha le sue leggi, il suo metodo, \u2026 non ha niente di occulto e si pu\u00f2 apprendere<\/i>\u201d, sembra precisare Cr\u00e9pieux-Jamin (Canailles, p.29).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certo \u201c<i>non consiste nell\u2019applicare 1 o 2 regole, ma nel mettere insieme molti criteri grafologici, per sommarli, dividerli, eliminarli<\/i>\u2026\u201d (Moretti, Trattato, p.17). In effetti \u201c<i>tutta l\u2019arte del grafologo consiste in questo: discernere tra i significati possibili il pi\u00f9 convincente rispetto al contesto&#8230;<\/i>\u201d (Cr\u00e9pieux-Jamin, ABC, p.44).\u00a0 Soprattutto, \u201c<i>lo studio isolato dei segni grafologici non approda a nulla se non si procede alla combinazione di questi segni<\/i>\u201d (Moretti, Trattato, p.389); e in effetti \u201c\u2026 <i>che importa il numero dei colori se non si sa metterli al loro posto, n\u00e9 graduarli, n\u00e9 combinarli<\/i>?\u201d ( Cr\u00e9pieux-Jamin, Carattere, p.101).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la grafologia, proprio perch\u00e9 scienza, con problematiche specifiche, con tante ipotesi da verificare, trova molti <b>nemici: <\/b>anzi, precisa Moretti \u201c<i>la grafologia crea dei nemici<\/i>\u201d (Autobiografia, p.49) e ricorda<i> \u201cil brontolio, il sogghigno, il sarcasmo degli antigrafologi irragionevoli<\/i>\u201d (Trattato, p.613).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La grafologia, poi, incontra anche molti <b>ostacoli.<\/b> Quali? Intanto, \u201c<i>l\u2019ostacolo di entit\u00e0 non indifferente \u00e8 rappresentato dal dilettantismo che ha invaso la scuola grafologica in modo disonorevole<\/i>\u201d (Moretti, Attitudini, p.36). In senso generale, potrebbe precisare Cr\u00e9pieux-Jamin, sono da temere \u201c<i>i grafologi inutili: gli intuitivi, gli ignoranti, gli stupidi&#8230; quelli che hanno una fiducia eccessiva nelle loro possibilit\u00e0<\/i>\u201d (Canailles, p.30 e 32).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche perch\u00e9 \u201c<i>non tutti sono adatti alla grafologia: bisogna avere una spiccata tendenza allo studio della psicologia&#8230; e bisogna avere disposizione a fare la sintesi delle indicazioni grafologiche<\/i>\u201d (Moretti, Autobiografia, p.56). E questo, dal momento che \u201c<i>la scrittura \u00e8 una sintesi: non libera i suoi segreti se non ai ricercatori capaci di una visione d\u2019insieme, di interpretazioni flessibili<\/i>\u201d (Cr\u00e9pieux-Jamin , ABC, p.202).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, visto che, come il razionale Cr\u00e9pieux-Jamin ricordava, la grafologia \u00e8 \u201c<i>vera scienza<\/i>\u201d perch\u00e9 \u201c<i>suscettibile di sviluppo continuo<\/i>\u201c (Carattere, p.23), sarebbe ora \u201cdi smetterla di cantare da soli, perch\u00e9 non si far\u00e0 mai coro\u201d (pi\u00f9 o meno cos\u00ec, Lamberto Torbidoni nel 1993 ad Ancona).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>bibliografia<\/b><b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">per le opere di J. Cr\u00e9pieux-Jamin\u00a0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Les \u00e9l\u00e9ments de l\u2019\u00e9criture des canailles<\/i>, Paris, Flammarion, 1923 (nel testo indicato con <b>Canailles<\/b>);<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Le basi della grafologia, <\/i>Torino, Bocca, 1929 (nel testo indicato con <b>Basi<\/b>)\u00a0;<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Trait\u00e9 pratique de graphologie<\/i>, Paris, Flammarion, 1934 (nel testo indicato con <b>Trait\u00e9<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Il carattere della scrittura, <\/i>Urbino, Quattroventi, 1985 (nel testo indicato con <b>Carattere<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>L\u2019ABC della grafologia<\/i>, Padova, ed. Messaggero, 2001 (nel testo indicato con <b>ABC<\/b>)<\/p>\n<p>per le opere di G. Moretti\u00a0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Perizie grafiche su base grafologica, <\/i>Verona, ed. L\u2019albero, 1942\u00a0 (nel testo indicato con <b>Perizie<\/b>)<b>\u00a0<\/b>;<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Grafologia sui vizi,<\/i> Ancona, Istituto grafologico,1974 (nel testo indicato con <b>Vizi<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Chi lo avrebbe mai pensato<\/i>, Ancona, Curia provinciale dei Frati minori conventuali, 1977 (nel testo indicato con <b>Autobiografia<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Trattato di grafologia, <\/i>Padova, ed. Messaggero, 1980 (nel testo indicato con<i> <\/i><b>Trattato<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>I Santi dalla loro scrittura <\/i>,Torino, San Paolo, 1997;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Facolt\u00e0 intellettive, attitudini professionali dalla grafologia<\/i>, Padova, ed. Messaggero, 2000 (nel testo indicato con <b>Attitudini<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Scompensi, anomalie della psiche e grafologia,<\/i> Padova, ed. Messaggero, 2000 (nel testo indicato con <b>Scompensi<\/b>)\u00a0;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Grafologia pedagogica,<\/i> Padova, ed. Messaggero, 2002 (nel testo indicato con <b>Pedagogica<\/b>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli &#8211; Dall<\/b>\u2019articolo apparso nella rivista \u201cIl Giardino di Adone\u201d, n.1<\/b><\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Di grande interesse, anche per i grafologici di scuola francese, il libro di S.Ruzza \u201c Storia della grafologia\u201d, Urbino, Libreria Moretti, 1998<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I processi di crescita, siano essi esistenziali o culturali, obbligano a sempre nuove definizioni dei rapporti con i \u201cpadri\u201d. 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