{"id":65,"date":"2013-10-07T16:41:06","date_gmt":"2013-10-07T14:41:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=65"},"modified":"2014-01-05T11:08:53","modified_gmt":"2014-01-05T10:08:53","slug":"compagni-di-banco","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=65","title":{"rendered":"Compagni di banco"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019impervio percorso che porta, lungo il corso della vita intera, allo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 personale attraversa necessariamente &#8211; secondo la visione, ottimistica ma non semplicistica, di Erikson- la <i>crisi di identit\u00e0<\/i> propria dell\u2019adolescenza [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019importanza delle relazioni per la costituzione della personalit\u00e0, in una visione dinamica, \u00e8 indubbia. [\u2026] Oggi, poi, \u00e8 venuto a indebolirsi, grazie, in particolare, alle continue scoperte della neurobiologia, il determinismo implicito nell\u2019importanza esclusiva assegnata, per lo sviluppo psichico, alle prime esperienze con gli adulti. Senza annullare il peso del vissuto, la certezza scientifica di una grande plasticit\u00e0 cerebrale [\u2026] ha di fatto rafforzato l\u2019importanza di <i>tutte<\/i> le relazioni\u00a0[\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qui, [\u2026] cerchiamo di focalizzare l\u2019attenzione verso un particolare \u201caltro\u201d: <b>il compagno di banco<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cominciamo a visualizzare il banco come il pi\u00f9 piccolo degli ambienti possibili: diventa cos\u00ec un territorio in cui si realizza una particolare relazione diadica, [\u2026] che potr\u00e0 essere o di opposizione, o di imitazione, o di adattamento. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Comunque, il processo alla base di tutti i \u201crapporti di banco\u201d \u00e8 l\u2019<i>identificazione<\/i>, che, a partire da Freud, costituisce la chiave di volta nella formazione di un individuo: prima i genitori, poi nella fase di socializzazione, e soprattutto dell\u2019adolescenza, i nuovi incontri, vengono fatti oggetto del proprio investimento libidinale. [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il \u201cbanco\u201d \u00e8 pi\u00f9 che mai, allora, spazio simbolico in cui, sulla base della scelta spesso senza spiegazioni, si realizza un particolare sistema di comunicazione. [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E, per noi, ovviamente, il mezzo per indagare queste relazioni silenziose sar\u00e0 la scrittura. Il gesto in movimento lasciato sulla carta a parlare dell\u2019individuo nella sua complessit\u00e0 [\u2026] \u00e8, ancora una volta, espressione privilegiata della comunicazione non verbale.\u00a0[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella prima area identificata per ipotesi di lavoro, \u00e8 prevalente una dimensione di <b>opposizione <\/b>in cui hanno gioco, sulla stessa base di un sentimento di insufficienza, problematiche di dominanza e dipendenza. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo caso, chi ha scelto l\u2019altro per esprimere un atteggiamento di dominanza, ha operato una scelta narcisistica che dovrebbe riuscire a compensare ferite di base: la scelta espressiva prevalente sar\u00e0 una grafia con forte accentuazione della zona dell\u2019Io, accompagnata da un cattivo movimento che riporta la difficolt\u00e0 di contenimento delle pulsioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019altro, che ha scelto chi lo domina per negare i propri problemi, magari proiettando le aspirazioni su chi gli appare forte, dimostrer\u00e0 nella fragilit\u00e0 della costruzione la difficolt\u00e0 a compensare. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0<\/b>La <i>coppia A<\/i> (Fig. 1a, 1b), due ragazze di terza media, \u00e8 davvero esemplificativa dell\u2019ipotesi di base.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/compagni-1-e1380397327321.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-67\" alt=\"compagni 1\" src=\"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/compagni-1-e1380397327321.png\" width=\"800\" height=\"219\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Fig. 1a)<\/b> La grafia di A1 sembra voler prendere tutto e tutti. Il suo esibizionismo non \u00e8 solo grafico e tenta (qui gonfiandosi, anellandosi, crescendo) palese compensazione di gravi ferite. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/compagni-2-e1380397557631.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-69\" alt=\"compagni 2\" src=\"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/09\/compagni-2-e1380397557631.png\" width=\"800\" height=\"175\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Fig. 1b)<\/b> A2 presenta una struttura grafica, e narcisistica, assai pi\u00f9 permeabile: il tratto pastoso, in questo contesto segnato da disarmonie, da fluttuazioni, con troppe addossate ed ovalizzate, \u00e8 ulteriore segno di fragilit\u00e0 e, appunto, di influenzabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0[\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli (Dall&#8217;a<\/b>rticolo pubblicato sulla Rivista \u201cGrafologia e sue applicazioni\u201d, n.15, 2001)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019impervio percorso che porta, lungo il corso della vita intera, allo sviluppo dell\u2019identit\u00e0 personale attraversa necessariamente &#8211; secondo la visione, ottimistica ma non semplicistica, di Erikson- la crisi di identit\u00e0 propria dell\u2019adolescenza [\u2026]. 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