{"id":82,"date":"2013-10-07T16:38:51","date_gmt":"2013-10-07T14:38:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=82"},"modified":"2014-01-05T10:56:17","modified_gmt":"2014-01-05T09:56:17","slug":"sulle-competenze-relazionali","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=82","title":{"rendered":"Sulle competenze relazionali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 ora di riflettere sul perch\u00e9 il problema delle <i>dinamiche relazionali<\/i> sia diventato centrale nella formazione dei docenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intanto, perch\u00e9 \u00e9 una delle necessit\u00e0 emerse all\u2019interno degli sconvolgimenti profondi che vive la societ\u00e0 odierna. Non possiamo qui fare una analisi sociologica, ma vorr\u00e0 dire qualcosa il disagio mentale cresciuto a dismisura interessando, nelle sue varie forme (dai disturbi del sonno, agli attacchi di panico, ai disturbi alimentari, all\u2019abuso di sostanze, alle psicosi) una famiglia su due [\u2026]. Pu\u00f2 far sorridere, seppure amaramente, la notizia che molte regioni hanno indetto dei veri e propri \u201cmaster\u201d per i genitori, affinch\u00e9 apprendano a &#8230;fare i genitori\u00a0; se proprio non ci si riesce si potr\u00e0 chiedere aiuto al Consulente nelle Interazioni familiari, preparato da un corso di laurea organizzato dall\u2019Universit\u00e0 di Torino, facolt\u00e0 delle Scienze della Formazione. Compito per tutti: l\u2019attenzione da prestare ai figli, i loro bisogni da riconoscere, le relazioni da recuperare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, perch\u00e9 l\u2019importanza data alla problematica relazionale rappresenta l\u2019aspetto innovativo pi\u00f9 clamoroso della ricerca scientifica: la neurobiologia ha spostato l\u2019accento sulla rilevanza delle relazioni umane, tanto da poter parlare di <i>mente relazionale.<\/i>[\u2026] Un felice rapporto didattico, per esempio, pu\u00f2 fare triplicare il numero delle connessioni sinaptiche (oltre a favorire l\u2019apprendimento), e relazioni positive (il sorriso e le carezze preverbali, ma anche le \u201cparole\u201c dell\u2019adulto pronto ad ascoltare) aiutano a riparare i danni che eventi stressanti nei primi periodi di vita hanno creato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine perch\u00e9 i giovani, i cui bisogni evolutivi sono quelli di sempre, incontrano maggiore difficolt\u00e0 alla costruzione dell\u2019identit\u00e0 proprio per le non soddisfacenti esperienze relazionali primarie che li chiudono in un \u201canalfabetismo emotivo\u201d [\u2026] Secondo i dati distribuiti ad aprile dall\u2019Oms, il 20% dei giovani soffre di disturbi mentali mentre si abbassa l\u2019et\u00e0 di insorgenza del disturbo tanto che il 3% dei bambini soffre di fenomeni depressivi (Convegno sulla salute mentale in et\u00e0 evolutiva, Roma, 7\/4\/2001). [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da sempre l\u2019insegnamento \u00e8 un lavoro ad alto tasso di relazionalit\u00e0, [\u2026] finora \u00e8 stato lasciato da gestire alla buona volont\u00e0 (o al buon carattere) del singolo, ma \u00e8 sempre pi\u00f9 forte l\u2019urgenza di recuperare questa dimensione relazionale-affettiva nell\u2019ottica di una professionalit\u00e0 diversa che sappia ricercare strumenti idonei [\u2026] nella consapevolezza che la relazione non \u00e8 problema solo di comunicazione: o, per meglio dire, il problema \u00e8 a monte di quello della comunicazione, ed \u00e8 un problema di attenzione, prima, di ascolto, poi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche questa precisazione non basta. Perch\u00e8 non basta ascoltare: c\u2019\u00e8 bisogno di quello che, da Rogers in poi, si chiama <i>ascolto attivo<\/i> [\u2026]: un \u2018ascolto\u2019 che sappia utilizzare gli elementi comunicativi presenti anche nel linguaggio non verbale o para-verbale. \u201c<i>Ascoltare il segno\u201d, <\/i>come dal titolo di un mio libro, dunque, pu\u00f2 essere di grande aiuto per favorire l\u2019incontro, la \u201crelazione\u201d. Il grafologo in effetti,<i> <\/i>potrebbe (seppure lavorando in un team di professionisti diversi &#8211; psicologo, pedagogista, conselor &#8211; coordinati da un docente-tutor) offrire a chi cresce un\u2019occasione per sentirsi ascoltato da un orecchio partecipe al suo disagio e accolto nella mente dell\u2019adulto senza essere giudicato n\u00e9 valutato per quello che dice; e per quello che non dice. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli &#8211; Dall&#8217;a<\/b>rticolo su \u201cL\u2019Eco della scuola nuova\u201d, n. 6, 2002<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 ora di riflettere sul perch\u00e9 il problema delle dinamiche relazionali sia diventato centrale nella formazione dei docenti. Intanto, perch\u00e9 \u00e9 una delle necessit\u00e0 emerse all\u2019interno degli sconvolgimenti profondi che vive la societ\u00e0 odierna. 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