{"id":96,"date":"2013-10-08T08:25:27","date_gmt":"2013-10-08T06:25:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/wordpress\/?page_id=96"},"modified":"2014-01-05T11:14:39","modified_gmt":"2014-01-05T10:14:39","slug":"individuazione-degli-stili-cognitivi-attraverso-il-segno-grafico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=96","title":{"rendered":"Individuazione degli stili cognitivi attraverso il segno grafico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Mettere finalmente al centro il soggetto che vive le esperienze della crescita \u00e8 l\u2019obiettivo che un vero orientamento, formativo e quindi sincretico-longitudinale, deve avere. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta messo a disposizione dell\u2019alunno quello che l\u2019analisi grafologica ha potuto rilevare sulle sue risorse, sar\u00e0 lui che deve saperle valutare, e su questa base avviare delle strategie che possono nel tempo anche modificare gli attuali processi cognitivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 da qui che si pu\u00f2, con sicurezza, partire: dall\u2019oggetto di analisi ben definito che chiamiamo \u201cgrafia\u201d. [\u2026] La grafologia ha sicuramente dei limiti, ma sa indagare gli aspetti affettivi che determinano, o condizionano, il processo cognitivo. E si sa quanto, nella visione sistemica, la funzione affettiva interagisca con quella intellettiva da cui si pu\u00f2 distinguere solo astrattamente. [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza cercare <i>la<\/i> \u201cintelligenza\u201d (nessuna analisi grafologica, ma neanche alcun test pu\u00f2 dirlo: a parte il famigerato Q.I. che tanto male ha fatto), si pu\u00f2, certo, evidenziare la \u201cqualit\u00e0\u201d dell\u2019intelligenza stessa: perch\u00e9 anche se il diffondersi dei cosiddetti \u201ctest intellettivi\u201d ha contribuito a far ritenere che essa sia di una qualit\u00e0 unica, diverse sono le qualit\u00e0 rintracciabili (astratta, concreta, sociale, per esempio); diverse le capacit\u00e0 particolari (le \u201cintelligenze\u201d di Goleman)\u2026 [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E se poi, allargando l\u2019analisi al \u2018sistema\u2019 (campo) cognitivo si riesce a cogliere le caratteristiche dello \u201c<i>stile cognitivo<\/i>\u201d, allora si sar\u00e0 fatto un lavoro che pu\u00f2 essere un dono per il soggetto-alunno. Dire che si potr\u00e0 individuare, grafologicamente, se ci troviamo davanti ad uno stile cognitivo riflessivo o impulsivo; se, questo e quello, sar\u00e0 di qualit\u00e0 convergente o divergente: non significher\u00e0 usare parole-vuote, ma senza alcun giudizio moralistico, e senza graduatorie premianti, si potr\u00e0 aiutare a capire la modalit\u00e0 prevalente con cui <i>lui<\/i>, il \u201cnostro\u201d alunno, affronta la vita (come si recepiscono gli stimoli, quale selezione si far\u00e0 degli stessi, quale risposta si dar\u00e0 all\u2019ambiente); e <i>lui<\/i> potr\u00e0 rendersi conto di come sta affrontando l\u2019apprendimento (nell\u2019attenzione, nella memoria, nel pensiero). [\u2026]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 stato affermato con autorevolezza che compito della scuola sia \u201cnon agire sui ragazzi, quanto agire con loro\u201d: per metterli in grado di far da soli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Individuare, e riflettere, sul possibile rapporto tra potenzialit\u00e0 e scelte, \u00e8 il giusto avvio per un efficace auto-orientamento e per allontanare dispersione e disagi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><b>Anna Rita Guaitoli &#8211; Dalla r<\/b>elazione nel convegno \u201cOrientamento-Continuit\u00e0-Dispersione\u201d (Roma, 21 gennaio 2003)<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mettere finalmente al centro il soggetto che vive le esperienze della crescita \u00e8 l\u2019obiettivo che un vero orientamento, formativo e quindi sincretico-longitudinale, deve avere. 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