{"id":974,"date":"2015-12-28T08:10:16","date_gmt":"2015-12-28T07:10:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=974"},"modified":"2015-12-28T08:14:34","modified_gmt":"2015-12-28T07:14:34","slug":"le-donne-che-non-vogliono-figli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=974","title":{"rendered":"Le donne che non vogliono figli"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Mi sono occupata di questo aspetto sociale sempre pi\u00f9 evidente in occasione della giornata di approfondimento proposta dall\u2019AGP Lazio, l\u20198 marzo di quest\u2019anno. Intorno all\u2019argomento, in effetti, sono poi usciti diversi articoli sui principali quotidiani nella primavera successiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Bene: vuol dire che le antennine sociali sono opportunamente in allerta. Del resto, se si fa un salto sui vari blog, si incontrano uomini e donne che illustrano con dovizia di parole la loro volont\u00e0 di non avere figli: e non certo per motivi economici (a livello statistico, gli eccessivi costi monetari dei figli sembrano essere determinanti solo per il 15%), quanto perch\u00e9 (e scelgo a caso): <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Un figlio \u00e8 per sempre\u2026\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Vogliamo approfittare della nostra vita in due, uscire, viaggiare\u2026\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; \u201cPreferisco fare lo zio piuttosto che il padre\u2026\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; \u201cUn figlio \u00e8 una grande responsabilit\u00e0. Non me la sento di occuparmi di un&#8217;altra vita, oltre alla mia\u2026\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">&#8211; \u201cE\u2019 meglio che io rimanga<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">la <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">figlia<\/span> <i><span style=\"font-weight: 400;\">e mia madre faccia<\/span><\/i> <span style=\"font-weight: 400;\">la mamma <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">per sempre, cos\u00ec io rimango giovane, carina in forma\u201d.<\/span><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Childfree<\/i><\/b><span style=\"font-weight: 400;\">, neologismo americano, creato dall\u2019unione di <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">child<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> e <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">free<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, ha significato chiaro: &#8220;libero da figli&#8221;. Si contrappone a chi \u00e8 <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">childless<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> perch\u00e9 figli, per ragioni strettamente economiche, o di salute, non ne ha potuto avere. Nel tema semantico della parola<\/span> <i><span style=\"font-weight: 400;\">childfree<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, dunque, senza vena polemica o provocatoria, c\u2019\u00e8 solo la \u2018libert\u00e0\u2019 di non mettere al mondo figli.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Negli Stati uniti il fenomeno \u00e8 conclamato: ha anche una giornata celebrativa <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">(la prima domenica di giugno in ricordo di quando, nel 1992, fu pubblicato un libro dal titolo esplicito, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 non avete bambini? Una vita piena senza diventare genitori<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">); ed \u00e8 realt\u00e0 cos\u00ec importante da suscitare l\u2019interesse, e le riflessioni, del Time (agosto 2013): <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cStanno inventando un nuovo archetipo femminile per cui il massimo significa non avere un figlio\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le cifre delle indagini statistiche, del resto, attestano ovunque un progressivo aumento di donne senza figli (in Inghilterra il numero \u00e8 raddoppiato in 20 anni; in Francia si calcola che il 12-16 % delle donne nate negli anni 80&#8242; non avr\u00e0 mai figli, contro il 10% delle donne nate nel 1940). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">E in Italia, il paese del \u201cmammismo\u201d? Letizia Mencarini, demografa dell\u2019Universit\u00e0 di Firenze, riconosce essere in atto una mutazione antropologica, un cambiamento totale di rotta nella storia italiana <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">family oriented<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nell\u2019ultimo decennio, infatti, il numero di donne italiane che terminano la loro \u201ccarriera riproduttiva\u201d (come dicono i demografi facendo raggelare ogni sensibilit\u00e0 di donna) senza aver avuto figli \u00e8 cresciuto in modo rapidissimo, passando dal 10% per le donne nate nel 1955 al 20% per quelle nate nel 1965.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> E il numero delle coppie senza figli nella fascia tra i 40 e i 49 anni \u00e8 aumentato del 40% negli ultimi 10 anni (dati nel pi\u00f9 recente Rapporto sulla Popolazione pubblicato da \u201cIl Mulino\u201d).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Rispetto allo specifico del tema proposto, in cifre assolute, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">sono <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">dieci volte pi\u00f9 numerose rispetto a 50 anni fa (conferma da dati Eurisko) le donne che <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">non vogliono<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> figli. E se nel passato erano soprattutto donne famose (attrici, scienziate\u2026) a portare avanti questa scelta, oggi sono donne \u201ccomuni\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Dalle analisi sociologiche emerge un ritratto chiaro delle nostre <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">childfree<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">: sono donne attive, che lavorano, e svolgono attivit\u00e0 di profilo generalmente alto; e alto \u00e8 il loro livello d&#8217;istruzione rispetto alla media delle donne italiane (quasi il 19% sono laureate, e il 37% ha un diploma di scuola media superiore contro, rispettivamente, il 9% e il 27% della popolazione femminile italiana). Spesso vivono sole (40%), al massimo in coppia (56%). <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Con gli ultimi due dati subentra un elemento che si rivela statisticamente importante:<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> la <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">fragilit\u00e0 del rapporto di coppia <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">rappresenta infatti una forte motivazione alla rinuncia della maternit\u00e0 per oltre il 35% delle donne.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> E\u2019 aspetto che si inserisce all\u2019interno di una realt\u00e0 sociologica caratterizzata dalla precarizzazione dei rapporti, e dalla rivoluzione della famiglia tradizionale. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">In effetti, la realt\u00e0 delle<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> childfree,<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> nel suo complesso, <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u00e8<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> talmente fenomeno nuovo che non si pu\u00f2 neppure avvicinare a quello dei <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cdink\u201d (<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">double income no kids<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">), due stipendi e nessun figlio: quelle coppie gaudenti che negli anni \u201980 e \u201990 preferivano viaggiare e consumare piuttosto che occuparsi di pappe e beb\u00e8. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le scelte appaiono simili:<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> la carriera, la complicit\u00e0 della coppia, il desiderio di viaggiare, coltivare hobby, nonch\u00e9 avere pi\u00f9 disponibilit\u00e0 economica.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Ma lo scenario \u00e8 cambiato: e q<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">uesto stile di vita con uno sguardo fondamentalmente rivolto su se stessi, \u00e8 solo in parte retaggio della <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">me generation<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> tutta felice di s\u00e9. E\u2019 vero: si pensa a fare solo ci\u00f2 che va, solo ci\u00f2 che conviene, solo ci\u00f2 che non implichi scelte senza via di uscita. Per\u00f2 la spinta, pi\u00f9 che dall\u2019edonismo puro, \u00e8 dettata dal pessimismo: pi\u00f9 che vivere per godere il mondo, \u00e8 vivere per lasciare fuori il mondo con i suoi drammi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Il mito di Kore<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Grafologi come Anna Dondero e Massimo Redaelli hanno portato avanti da tempo la riflessione su come i miti rivivano nelle scritture di oggi. Letture che si sono rivelate sempre avvincenti, soprattutto stimolanti, pur nelle perplessit\u00e0 che potevano suscitare.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Se qui riprendo brevemente il mito di Kore (anche detta Persefone, e Proserpina a Roma), \u00e8 perch\u00e9 mi sembra rispecchiare, nella narrazione, la situazione della donna \u201canta\u201d di oggi. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: 400;\">Kore \u00e8 la \u201cfanciulla\u201d per eccellenza:<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> fanciulla dal volto di bocciolo, una splendida meraviglia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>A<b>nna Rita Guaitoli \u2013\u00a0<\/b>Dall\u2019articolo pubblicato nella rivista \u201cIl Giardino di Adone\u201d n. 27<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<hr \/>\n<ol>\n<li><span style=\"font-weight: 400;\">Ker\u00e9nyi, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Gli dei e gli eroi della Grecia<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Milano, Il Saggiatore, 1963 <\/span><\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sono occupata di questo aspetto sociale sempre pi\u00f9 evidente in occasione della giornata di approfondimento proposta dall\u2019AGP Lazio, l\u20198 marzo di quest\u2019anno. Intorno all\u2019argomento, in effetti, sono poi usciti diversi articoli sui principali quotidiani nella primavera successiva. Bene: vuol dire che le antennine sociali sono opportunamente in allerta. Del resto, se si fa un &hellip; <a href=\"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?page_id=974\" class=\"more-link\">Continua la lettura di <span class=\"screen-reader-text\">Le donne che non vogliono figli<\/span> <span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":12,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"tags":[9],"class_list":["post-974","page","type-page","status-publish","hentry","tag-identita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=974"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/974\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":978,"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/974\/revisions\/978"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/12"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}