{"id":899,"date":"2015-04-28T20:05:43","date_gmt":"2015-04-28T18:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?p=899"},"modified":"2015-04-28T20:06:18","modified_gmt":"2015-04-28T18:06:18","slug":"e-vince-la-tartaruga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.annaritaguaitoli.it\/?p=899","title":{"rendered":"E vince la tartaruga"},"content":{"rendered":"<p dir=\"ltr\" id=\"docs-internal-guid-f06d56bc-0130-e6a4-5a60-770fa8a691af\" style=\"text-align: justify;\">Un gentile lettore del mio cantuccio ultimo (<em>Leggere lentamente, attentamente<\/em>), mi ha segnalato un libro \u201cvecchio\u201d: 2004, Sonzogno editore, &#8220;<strong><em>&#8230; E VINSE LA TARTARUGA. \u2028Elogio della lentezza: rallentare per vivere meglio<\/em><\/strong>&#8221;\u00a0di Carl Honor\u00e9.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Non lo conoscevo. E mi \u00e8 piaciuto: perch\u00e9 l\u2019autore, un giornalista canadese, riesce a proporre un progetto che si fa \u201crivoluzionario\u201d nell\u2019essere condotto senza isterismi. Il suo \u00e8 un invito a non cedere del tutto al dogma della velocit\u00e0 imposto dalla concitazione del tempo nostro che rischia di annullare\u2026 il tempo. Tutto, ormai, \u00e8 contenuto in un gigantesco \u201cattimo\u201d che non pu\u00f2 accettare buchi, pause.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Il messaggio diventa \u2018rivoluzionario\u2019 nella consapevolezza del rischio che si accompagna alla sollecitazione a non perdere ci\u00f2 che le conquiste della tecnologia hanno concesso. E\u2019 sufficiente, in fin dei conti, imparare a vivere slow, a ritagliarsi degli spazi: lavorare a maglia, curare le piante, cucinare. E magari scrivere, a mano, con lentezza, come si \u00e8 tante volte detto; o con lentezza leggere.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Quando, come accaduto a Honor\u00e9, si sta per comprare il libro che riassume in <em><strong>60 secondi<\/strong><\/em> la favola \u201cdella buona notte\u201d, si \u00e8 troppo vicini all\u2019abisso in cui qualsiasi valore \u00e8 sacrificato sull\u2019altare della Velocit\u00e0. Honor\u00e9 se ne \u00e8 accorto, si \u00e8 fermato, ha preso un anno sabbatico, ha scritto il libro. Ha ricominciato a leggere al bimbo amato la favola tutta, perch\u00e9 lui possa riconoscervi le proprie emozioni, arricchire il patrimonio linguistico, sviluppare attenzione e concentrazione\u2026<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Lungo sarebbe l\u2019elenco delle ricchezze apportate dalla lettura regalata dai genitori, peraltro stigmatizzate da numerose ricerche che hanno spinto ad attivare iniziative (<em>Reach out and Read<\/em> negli Stati Uniti, <em>Bookstart<\/em> in Gran Bretagna, <em>Stiftung Lesen<\/em> in Germania; ma anche in Italia <em>Nati per leggere<\/em>) proprio per sollecitare i genitori a non rinunciare a 10 minuti di <strong>lenta<\/strong> lettura ad alta voce.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 dubbio: attraverso la voce che si riscalda, rallenta, si fa sottile, si ferma, viene ad intensificarsi il legame tra adulto e bambino. Soprattutto, nel ritmo rallentato, il bimbo riuscir\u00e0 a portare quel mondo che non esiste, nel suo mondo che esiste. Riuscir\u00e0 a confrontare le sue angosce; incontrer\u00e0 mostri, streghe, Mangiafuoco: e imparer\u00e0 a progettare per vincerli.<\/p>\n<p dir=\"ltr\" style=\"text-align: justify;\"><em>Anna Rita Guaitoli<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un gentile lettore del mio cantuccio ultimo (Leggere lentamente, attentamente), mi ha segnalato un libro \u201cvecchio\u201d: 2004, Sonzogno editore, &#8220;&#8230; E VINSE LA TARTARUGA. \u2028Elogio della lentezza: rallentare per vivere meglio&#8221;\u00a0di Carl Honor\u00e9. Non lo conoscevo. 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